I PARADOSSI DELLA RUSSOFOBIA DOGMATICA
FINALMENTE ISRAELE RICONOSCE BERLUSCONI
UNA PORTAEREI CHIAMATA HAITI
RAFFAELE FITTO E' 'UOMO DELLE TERRA' !
ENZO DE LUCA, NUOVO 'ZIO GENGIS' LIBERATORE ?
ROSSO DI PUGLIA SCONQUASSA BIPARTITO-UNICO
RAZZA 'PURA' PREPARA GUERRASANTA MONDIALE
ITALIA, ATTENTA ALLA TRAPPOLA D' ARMIR(AN) !
TURCHIA SOVRANA, SCONTRO CON ISRAELE
UNIONE EUROPEA, PRIGIONE DELLA CIA
PIGGGI BATTISTA, POLITICALLY CORRECT
L'IMPASSE ANGLO-USAC IN AFGHANIA E OLTRE
MUTALLAB+QAIDA=LONDRA
OBAMA-'O BOIA NUOVO FRONTE DI GUERRA
MARIINSKJI, TROPICANA, WIENER A CAPODANNO
ENZO DE LUCA, NUOVO 'ZIO GENGIS' LIBERATORE ?
VENTI FRESCHI D' OTTOBRE PER IL SINDACUS-DICTATOR
di GIANNI CAROLI del 03/02/2010 - 19:52
 

Da tutta Europa, ed a chi altro volete si rivolgano visto che a ‘Napoli-gggiornali’ si parla solo ed obbligatoriamente l’ ‘ammerecano’ di Alberto Sordi, ci chiedono notizie del ‘nuovo fenomeno’

che appare all’ orizzonte del Vesuvio, il Sindacus-Dictator Enzo De Luca, che viene da fuori.

Con questo articolo di scienza meteo-antròpica, rispondiamo un po’ a tutti.

In primis, per spiegarsi i ‘phainòmena’ di Kant, bisogna scindere Napoli, e la sua Grande Storia, dalle popolazioni napoletane ‘empiriche’. Esse costituite da una massa antròpica numerabile in circa 4 milioni di corpi semoventi, nell’ ambito della conurbazione CA-NA-SA, della costa campana. Costoro mai parteciparono degli eventi di Storia che coinvolsero la Capitale. Essa come tale, con la sue Arti e la sua cultura, fu creata dai Svevi, Angiovini, Durazzo, Aragonesi, Absburgo, e i Borbone soprattutto.

Dei sabaudi non cale, furono solamente l’ apri-pista per l’ attuale dominazione totalitaria anglo-americana, come previsto già da Goldstone  -no scusate: Gladstone-  e Disraeli, che tanto li appoggiarono mercè i Mille mercenari.

Dunque la ‘massa neapolitana’ corporale, giammai manco sfiorata dai cambiamenti successivi dinastici.

Ma perché a Napoli le Grandi Aristocrazie suddette, non si consolidarono giammai sul trono prestigioso ?

La crudele risposta è nella oro-goegrafia: quel ramo del Basso Tirreno, assai basso invero, e afflitto da Depressione atmosferica permanente, che si insinua profondo verso Oriente….dando luogo a un budello mefitico e palustre, chiamato proprio Sinus Neapolitanus già dagli antichi. Esso è completamente chiuso, dal profilo ritratto della costa, ai freschi maestrali di Nord-Ovest; e blindato alle tramontane di Nord-Est da tripla chiostra montuosa. Il Matese, i Lattari, e lo stesso Vesuvio. Talché Napoli è un pozzo semicircolare, una metà del quale perduto in mare: tutto prodotto dalla eruzione del cratere Montespina, milioni di anni fa, che polverizzò in giallastro tufo malsano la roccia pre-esistente, dove il cielo non soffia mai dell’ azzurro lapislazzulo. Non di Provenza o Sardegna così beneficata; né di Puglia, pure così vicina, battuta dagli zefiri asciutti e luminosi di Balcania. Ma neppure di Sicilia, assai più esposta ad Ovest, che ne capta comunque parecchio, di ‘mistral’ blù, rotolante nel mare dal bacino del Rodano.

Dunque un ‘aere cieco sanza stelle’, come Dante scrive, dall’ aria lugubre e fonda, una cappa permanente di vapori e di afrori opprimente il respiro, di estate e inverno. Napoli è l’ unica città senza stagioni, dal cielo perennemente ed uniformemente immoto e plumbeo di vapori asfissianti. Atmosfera stagnante di ‘clima tropicale’, come ben spiega il sito meteorologico delle Università Federico II, di Adriano Mazzarella. Un clima che non ha termini di comparazione in tutto il bacino euromediterraneo, causa la ‘blindatezza’ degli asfissianti luoghi. Napoli è la città con l’ aria di gran lunga più inquinata d’ Italia,  e pur senza più industrie. La più grigia e piovosa, la più calda ed afosa, dove si soffoca lo scirocco e il libeccio anche a Natale, e i panni grondano madidi addosso al passeggero che incauto si avventuri in quei ‘marasmi’ (letteralmente= pozze fangose, francesismo da ‘mare’, pozzanghera; o ‘marecage’, stagno). Il tufo polveroso accresce il disagio dell’ ‘Homo Sapiens’ che per sventura colà si conduca: perché le polveri in sospensione ‘catturano’, sottraendo ulteriormente ossigeno all’ aria, ogni aerosol disciolto nella miscela cosiddetta ‘aria’, ove molecole di O2 risultano presenti solo allo 0,000001%mille.

Napoli non per caso è nel mondo intero la città con la più alta percentuale di allergie e malattie respiratorie, perché proprio l’ Ossigeno vi è del tutto inesistente. E’ ovvio che la entità autògena colà proliferata sia del tutto estranea alla species vigente altrove, Homo Sapiens appunto; e per questo, non per ‘inciviltà’ --gridereste  mai ‘incivile’ a un orango che vi pisciasse addosso da un baobab, o dal suo ramo vi gettasse mondezza sulla testa ?--  i suoi comportamenti si manifestano analoghi a bonobi, macachi e babbuini. Sempre in branco, gregge o mandria che sia, e tutti in collettivo, meglio se inscatolati nella lamiera del sabato sera (carne in scatola Simmenthal), già di per sé ‘materiale genetico’ perfetto onde sperimentarvi addosso l’ Ameri.com/unismo più Totalitario di ogni tempo, fondato sulla omogeneizzazione e pastorizzazione completa delle masse, trasformati in bestiame scimmiesco ed addomesticato.  Perdipiù ‘armati’ di tutto punto da stereo a 100 watt, automobili, moto, motoscafi, pistole….si capisce subito che ‘la città sia invivibile più di ogni altra al mondo’, ultima in tutte le classifiche di merito !!!! Che almeno a Manhaus, o nel Delta nel Mekong, nello stretto di Sumatra, dal clima che somiglia, le scimmie sono armate soltanto di banane e noccioline da zoo…. A Napoli l’ esperimento comunista è invece l’ unico al mondo perfettamente riuscito, vedi il Bokassolismo CentrAfricano che vige da vent’ anni, nel comune godimento dell’ inclita e del colto. Per la buona ragione che le famiglie di Homines Sapientes colà vi defunsero tutte.

E questa non è più meteorologia, ma Storia: che sfiorò questi luoghi in anni ormai lontani.

Avveniva così. Le dinastie ambivano  a quel trono così prestigioso per essere appannaggio di un’ altra precedente, beninteso tutte straniere. Così una sfrattava l’ altra dopo aspra battaglia. Ma Napoli si prendeva immediatamente la sua rivincita sull’ ‘usurpatore’ di turno. Perché infatti la percentuale di ossigeno nell’ aria è talmente aldisotto del ‘minimo vitale’ previsto per l’ uomo, che colà il cervello complesso ‘multistrato’ NON E’ ASSOLUTAMENTE IN GRADO DI FUNZIONARE, dato il gran consumo della pregiata molecola di cui esso abbisogna. I nativi infatti sopravvivono di possedere un cerebro estremanente  semplificato: due, tre ‘meandri’ al massimo, corrispondenti ai bisogni più comuni-essenziali. Magnare, cacare, dormire, e più non dimandare. Le attività non solo della totalità della popolazione, ma soprattutto della sua borghesia più ‘cultivée’.

Chi per complicarsi la vita volesse pure ‘sentire’ (in senso di ‘sentimento’), ‘capire’, ‘pensare’, non si dice di ‘fare’, vi defunge inesorabilmente, proprio come avveniva agli individui superiori delle dette Genìe più aristocratiche.

Così morivano del ‘mal di vivere’ i loro figli più adatti al Governo dello Stato, all’ Arte, alla Filosofia o alle Scienze: sopravvivevano solo i più scimpanzè, nel loro elemento. Svevi, Angiovini, Durazzo, Aragonesi, Absburgo, Borboni colà tutti defunsero, con l’ Ecce Homo, una volta per tutte.

E dal didentro di quei visceri ciechi  ----che mirabilmente dipinge nell’ aure fosche di piscio, sudori corporali e liquami umorali tutti vaporizzati nella broda-aerosol che vi respirò l’ eterno pennello del Caravaggio ( non per caso vi lasciò la sua Scuola più feconda); e dai cieli giallastri, solidi come argilla che vi incombono, immoti d’ ogni soffio, quale lastra tombale, del Didier Barra)---- niente giammai si produce di ‘nuovo’, ma tutto sempre si riproduce eternamente identico-asfissiante, nella stessa ‘marcita’ lutulenta.

Non è per caso che un parassita-nato, prima ancor che NATO, come Don Benedetto-Maledetto Croce di Napoli, vi elesse dimora-latifondo: debole di polmoni, che non vi sopportavano l’ ossigeno ardente della nativa Pescasseroli, in quello strame trovò il suo humus più fertile e fecondo, in compagnia di larve, lombrichi, zanzare e mignatte assortite di ugual fatta, oggi tutti al ‘Potere’ condotti dagli inglesi che di una sola cosa hanno bisogno per il loro Governo del Mondo: cancellare l’ Uomo, per liberare solo la scimmia che è in Lui. O anche fuori.

Un assioma notissimo in Spagna dice che ‘per capire la Castiglia, devi vedere prima l’ Escorial’; quanto mai vero, contrariamente al credo comune (spagnoli ‘allegri e alla mano’: no invece, fieri e riservati), basti pensare al Don Carlos di Friedrich Schiller, od a quello di Verdi.

Ma per capire i napoletani devi piuttosto --giammai Capodimonte o l’ Archeologico così estraneo al genus--  andare pellegrino da ‘Alcott’, come nella parabola evangelica di Pieter Brueghel: il megastore di pezze ritinte a via Toledo, sempre zeppo di code ad ogni ora del giorno, acconciate alla voga dei negri-televisivi all’ americana, della pubblicità o del cine-Hollywood. I Nouveuaux Gueux, nuovi pezzenti, agghindati alla bisogna, ceti medi declassati inclusi, ma però con l’ entusiasmo ideologico e partecipativo del neofita&catecumeno ammesso ai Sacramenti del totalitarismo ameri.com,  del resto concepito proprio a specchio di sua esatta misura. Perché,  a parte i venduti delle bbbuone famiglie a declamare versi in peana dell’ ‘Imbero’ che ‘i dà a magnà (e perciò ne decadde), è proprio la massa antròpica a più spontaneamente riconoscersi nel Modello Unico di collettivizzazione-ed-espropriazione dello Spirito umano, che è loro precluso.

Ecco ragion per cui Enzo De Luca, il Sindacus-Dictator, è visto con terrore dalla popolazione della ‘zona umida’ stagnante, di cui pure si abbevera e si nutre. Egli è temuto quale Novus Gengis, il terribile ‘Zio’, Nostro Antenato come Attila fu, della EuRoma d’ Oriente, dagli zoccoli tempestosi dei cavalli, atti a suscitare aria pura ventosa nella contrade. Quella gassosa che, ricca di nuovo ossigeno, brucia le branchie che suggono il fango, elemento vitale per i sopravviventi nel padule nativo. Decisamente per loro, meglio il Calderone pot-pourri dei neo-saragattiani PDLocale, continuisti perfetti  a custodire immoto il liquame putrido del Bokassolismo falce, martello e strisce rossoblu, con poche stelle da rivedere, macchè cinquanta, dato che i bassi-strati permanenti ne impediscono vista ai cieli siderali.

GIANNI CAROLI

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NUOVO OTTOBRE VENTOSO PER ENZO DE LUCA !

SPAZZARE VIA DA NAPOLI CONGREGHE ED ‘ELITINE’

DI GIANNI CAROLI

 

Da tutta Europa, ed a chi altro volete si rivolgano visto che a ‘Napoli-gggiornali’ si parla solo ed obbligatoriamente l’ ‘ammerecano’ di Alberto Sordi, ci chiedono notizie del ‘nuovo fenomeno’

che appare all’ orizzonte del Vesuvio, il Sindacus-Dictator Enzo De Luca, che viene da fuori.

Con questo articolo di scienza meteo-antròpica, rispondiamo un po’ a tutti.

In primis, per spiegarsi i ‘phainòmena’ di Kant, bisogna scindere Napoli, e la sua Grande Storia, dalle popolazioni napoletane ‘empiriche’. Esse costituite da una massa antròpica numerabile in circa 4 milioni di corpi semoventi, nell’ ambito della conurbazione CA-NA-SA, della costa campana. Costoro mai parteciparono degli eventi di Storia che coinvolsero la Capitale. Essa come tale, con la sue Arti e la sua cultura, fu creata dai Svevi, Angiovini, Durazzo, Aragonesi, Absburgo, e i Borbone soprattutto.

Dei sabaudi non cale, furono solamente l’ apri-pista per l’ attuale dominazione totalitaria anglo-americana, come previsto già da Goldstone  -no scusate: Gladstone-  e Disraeli, che tanto li appoggiarono mercè i Mille mercenari.

Dunque la ‘massa neapolitana’ corporale, giammai manco sfiorata dai cambiamenti successivi dinastici.

Ma perché a Napoli le Grandi Aristocrazie suddette, non si consolidarono giammai sul trono prestigioso ?

La crudele risposta è nella oro-goegrafia: quel ramo del Basso Tirreno, assai basso invero, e afflitto da Depressione atmosferica permanente, che si insinua profondo verso Oriente….dando luogo a un budello mefitico e palustre, chiamato proprio Sinus Neapolitanus già dagli antichi. Esso è completamente chiuso, dal profilo ritratto della costa, ai freschi maestrali di Nord-Ovest; e blindato alle tramontane di Nord-Est da tripla chiostra montuosa. Il Matese, i Lattari, e lo stesso Vesuvio. Talché Napoli è un pozzo semicircolare, una metà del quale perduto in mare: tutto prodotto dalla eruzione del cratere Montespina, milioni di anni fa, che polverizzò in giallastro tufo malsano la roccia pre-esistente, dove il cielo non soffia mai dell’ azzurro lapislazzulo. Non di Provenza o Sardegna così beneficata; né di Puglia, pure così vicina, battuta dagli zefiri asciutti e luminosi di Balcania. Ma neppure di Sicilia, assai più esposta ad Ovest, che ne capta comunque parecchio, di ‘mistral’ blù, rotolante nel mare dal bacino del Rodano.

Dunque un ‘aere cieco sanza stelle’, come Dante scrive, dall’ aria lugubre e fonda, una cappa permanente di vapori e di afrori opprimente il respiro, di estate e inverno. Napoli è l’ unica città senza stagioni, dal cielo perennemente ed uniformemente immoto e plumbeo di vapori asfissianti. Atmosfera stagnante di ‘clima tropicale’, come ben spiega il sito meteorologico delle Università Federico II, di Adriano Mazzarella. Un clima che non ha termini di comparazione in tutto il bacino euromediterraneo, causa la ‘blindatezza’ degli asfissianti luoghi. Napoli è la città con l’ aria di gran lunga più inquinata d’ Italia,  e pur senza più industrie. La più grigia e piovosa, la più calda ed afosa, dove si soffoca lo scirocco e il libeccio anche a Natale, e i panni grondano madidi addosso al passeggero che incauto si avventuri in quei ‘marasmi’ (letteralmente= pozze fangose, francesismo da ‘mare’, pozzanghera; o ‘marecage’, stagno). Il tufo polveroso accresce il disagio dell’ ‘Homo Sapiens’ che per sventura colà si conduca: perché le polveri in sospensione ‘catturano’, sottraendo ulteriormente ossigeno all’ aria, ogni aerosol disciolto nella miscela cosiddetta ‘aria’, ove molecole di O2 risultano presenti solo allo 0,000001%mille.

Napoli non per caso è nel mondo intero la città con la più alta percentuale di allergie e malattie respiratorie, perché proprio l’ Ossigeno vi è del tutto inesistente. E’ ovvio che la entità autògena colà proliferata sia del tutto estranea alla species vigente altrove, Homo Sapiens appunto; e per questo, non per ‘inciviltà’ --gridereste  mai ‘incivile’ a un orango che vi pisciasse addosso da un baobab, o dal suo ramo vi gettasse mondezza sulla testa ?--  i suoi comportamenti si manifestano analoghi a bonobi, macachi e babbuini. Sempre in branco, gregge o mandria che sia, e tutti in collettivo, meglio se inscatolati nella lamiera del sabato sera (carne in scatola Simmenthal), già di per sé ‘materiale genetico’ perfetto onde sperimentarvi addosso l’ Ameri.com/unismo più Totalitario di ogni tempo, fondato sulla omogeneizzazione e pastorizzazione completa delle masse, trasformati in bestiame scimmiesco ed addomesticato.  Perdipiù ‘armati’ di tutto punto da stereo a 100 watt, automobili, moto, motoscafi, pistole….si capisce subito che ‘la città sia invivibile più di ogni altra al mondo’, ultima in tutte le classifiche di merito !!!! Che almeno a Manhaus, o nel Delta nel Mekong, nello stretto di Sumatra, dal clima che somiglia, le scimmie sono armate soltanto di banane e noccioline da zoo…. A Napoli l’ esperimento comunista è invece l’ unico al mondo perfettamente riuscito, vedi il Bokassolismo CentrAfricano che vige da vent’ anni, nel comune godimento dell’ inclita e del colto. Per la buona ragione che le famiglie di Homines Sapientes colà vi defunsero tutte.

E questa non è più meteorologia, ma Storia: che sfiorò questi luoghi in anni ormai lontani.

Avveniva così. Le dinastie ambivano  a quel trono così prestigioso per essere appannaggio di un’ altra precedente, beninteso tutte straniere. Così una sfrattava l’ altra dopo aspra battaglia. Ma Napoli si prendeva immediatamente la sua rivincita sull’ ‘usurpatore’ di turno. Perché infatti la percentuale di ossigeno nell’ aria è talmente aldisotto del ‘minimo vitale’ previsto per l’ uomo, che colà il cervello complesso ‘multistrato’ NON E’ ASSOLUTAMENTE IN GRADO DI FUNZIONARE, dato il gran consumo della pregiata molecola di cui esso abbisogna. I nativi infatti sopravvivono di possedere un cerebro estremanente  semplificato: due, tre ‘meandri’ al massimo, corrispondenti ai bisogni più comuni-essenziali. Magnare, cacare, dormire, e più non dimandare. Le attività non solo della totalità della popolazione, ma soprattutto della sua borghesia più ‘cultivée’.

Chi per complicarsi la vita volesse pure ‘sentire’ (in senso di ‘sentimento’), ‘capire’, ‘pensare’, non si dice di ‘fare’, vi defunge inesorabilmente, proprio come avveniva agli individui superiori delle dette Genìe più aristocratiche.

Così morivano del ‘mal di vivere’ i loro figli più adatti al Governo dello Stato, all’ Arte, alla Filosofia o alle Scienze: sopravvivevano solo i più scimpanzè, nel loro elemento. Svevi, Angiovini, Durazzo, Aragonesi, Absburgo, Borboni colà tutti defunsero, con l’ Ecce Homo, una volta per tutte.

E dal didentro di quei visceri ciechi  ----che mirabilmente dipinge nell’ aure fosche di piscio, sudori corporali e liquami umorali tutti vaporizzati nella broda-aerosol che vi respirò l’ eterno pennello del Caravaggio ( non per caso vi lasciò la sua Scuola più feconda); e dai cieli giallastri, solidi come argilla che vi incombono, immoti d’ ogni soffio, quale lastra tombale, del Didier Barra)---- niente giammai si produce di ‘nuovo’, ma tutto sempre si riproduce eternamente identico-asfissiante, nella stessa ‘marcita’ lutulenta.

Non è per caso che un parassita-nato, prima ancor che NATO, come Don Benedetto-Maledetto Croce di Napoli, vi elesse dimora-latifondo: debole di polmoni, che non vi sopportavano l’ ossigeno ardente della nativa Pescasseroli, in quello strame trovò il suo humus più fertile e fecondo, in compagnia di larve, lombrichi, zanzare e mignatte assortite di ugual fatta, oggi tutti al ‘Potere’ condotti dagli inglesi che di una sola cosa hanno bisogno per il loro Governo del Mondo: cancellare l’ Uomo, per liberare solo la scimmia che è in Lui. O anche fuori.

Un assioma notissimo in Spagna dice che ‘per capire la Castiglia, devi vedere prima l’ Escorial’; quanto mai vero, contrariamente al credo comune (spagnoli ‘allegri e alla mano’: no invece, fieri e riservati), basti pensare al Don Carlos di Friedrich Schiller, od a quello di Verdi.

Ma per capire i napoletani devi piuttosto --giammai Capodimonte o l’ Archeologico così estraneo al genus--  andare pellegrino da ‘Alcott’, come nella parabola evangelica di Pieter Brueghel: il megastore di pezze ritinte a via Toledo, sempre zeppo di code ad ogni ora del giorno, acconciate alla voga dei negri-televisivi all’ americana, della pubblicità o del cine-Hollywood. I Nouveuaux Gueux, nuovi pezzenti, agghindati alla bisogna, ceti medi declassati inclusi, ma però con l’ entusiasmo ideologico e partecipativo del neofita&catecumeno ammesso ai Sacramenti del totalitarismo ameri.com,  del resto concepito proprio a specchio di sua esatta misura. Perché,  a parte i venduti delle bbbuone famiglie a declamare versi in peana dell’ ‘Imbero’ che ‘i dà a magnà (e perciò ne decadde), è proprio la massa antròpica a più spontaneamente riconoscersi nel Modello Unico di collettivizzazione-ed-espropriazione dello Spirito umano, che è loro precluso.

Ecco ragion per cui Enzo De Luca, il Sindacus-Dictator, è visto con terrore dalla popolazione della ‘zona umida’ stagnante, di cui pure si abbevera e si nutre. Egli è temuto quale Novus Gengis, il terribile ‘Zio’, Nostro Antenato come Attila fu, della EuRoma d’ Oriente, dagli zoccoli tempestosi dei cavalli, atti a suscitare aria pura ventosa nella contrade. Quella gassosa che, ricca di nuovo ossigeno, brucia le branchie che suggono il fango, elemento vitale per i sopravviventi nel padule nativo. Decisamente per loro, meglio il Calderone pot-pourri dei neo-saragattiani PDLocale, continuisti perfetti  a custodire immoto il liquame putrido del Bokassolismo falce, martello e strisce rossoblu, con poche stelle da rivedere, macchè cinquanta, dato che i bassi-strati permanenti ne impediscono vista ai cieli siderali.

GIANNI CAROLI

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NUOVO OTTOBRE VENTOSO PER ENZO DE LUCA !

SPAZZARE VIA DA NAPOLI CONGREGHE ED ‘ELITINE’

DI GIANNI CAROLI

 

Da tutta Europa, ed a chi altro volete si rivolgano visto che a ‘Napoli-gggiornali’ si parla solo ed obbligatoriamente l’ ‘ammerecano’ di Alberto Sordi, ci chiedono notizie del ‘nuovo fenomeno’

che appare all’ orizzonte del Vesuvio, il Sindacus-Dictator Enzo De Luca, che viene da fuori.

Con questo articolo di scienza meteo-antròpica, rispondiamo un po’ a tutti.

In primis, per spiegarsi i ‘phainòmena’ di Kant, bisogna scindere Napoli, e la sua Grande Storia, dalle popolazioni napoletane ‘empiriche’. Esse costituite da una massa antròpica numerabile in circa 4 milioni di corpi semoventi, nell’ ambito della conurbazione CA-NA-SA, della costa campana. Costoro mai parteciparono degli eventi di Storia che coinvolsero la Capitale. Essa come tale, con la sue Arti e la sua cultura, fu creata dai Svevi, Angiovini, Durazzo, Aragonesi, Absburgo, e i Borbone soprattutto.

Dei sabaudi non cale, furono solamente l’ apri-pista per l’ attuale dominazione totalitaria anglo-americana, come previsto già da Goldstone  -no scusate: Gladstone-  e Disraeli, che tanto li appoggiarono mercè i Mille mercenari.

Dunque la ‘massa neapolitana’ corporale, giammai manco sfiorata dai cambiamenti successivi dinastici.

Ma perché a Napoli le Grandi Aristocrazie suddette, non si consolidarono giammai sul trono prestigioso ?

La crudele risposta è nella oro-goegrafia: quel ramo del Basso Tirreno, assai basso invero, e afflitto da Depressione atmosferica permanente, che si insinua profondo verso Oriente….dando luogo a un budello mefitico e palustre, chiamato proprio Sinus Neapolitanus già dagli antichi. Esso è completamente chiuso, dal profilo ritratto della costa, ai freschi maestrali di Nord-Ovest; e blindato alle tramontane di Nord-Est da tripla chiostra montuosa. Il Matese, i Lattari, e lo stesso Vesuvio. Talché Napoli è un pozzo semicircolare, una metà del quale perduto in mare: tutto prodotto dalla eruzione del cratere Montespina, milioni di anni fa, che polverizzò in giallastro tufo malsano la roccia pre-esistente, dove il cielo non soffia mai dell’ azzurro lapislazzulo. Non di Provenza o Sardegna così beneficata; né di Puglia, pure così vicina, battuta dagli zefiri asciutti e luminosi di Balcania. Ma neppure di Sicilia, assai più esposta ad Ovest, che ne capta comunque parecchio, di ‘mistral’ blù, rotolante nel mare dal bacino del Rodano.

Dunque un ‘aere cieco sanza stelle’, come Dante scrive, dall’ aria lugubre e fonda, una cappa permanente di vapori e di afrori opprimente il respiro, di estate e inverno. Napoli è l’ unica città senza stagioni, dal cielo perennemente ed uniformemente immoto e plumbeo di vapori asfissianti. Atmosfera stagnante di ‘clima tropicale’, come ben spiega il sito meteorologico delle Università Federico II, di Adriano Mazzarella. Un clima che non ha termini di comparazione in tutto il bacino euromediterraneo, causa la ‘blindatezza’ degli asfissianti luoghi. Napoli è la città con l’ aria di gran lunga più inquinata d’ Italia,  e pur senza più industrie. La più grigia e piovosa, la più calda ed afosa, dove si soffoca lo scirocco e il libeccio anche a Natale, e i panni grondano madidi addosso al passeggero che incauto si avventuri in quei ‘marasmi’ (letteralmente= pozze fangose, francesismo da ‘mare’, pozzanghera; o ‘marecage’, stagno). Il tufo polveroso accresce il disagio dell’ ‘Homo Sapiens’ che per sventura colà si conduca: perché le polveri in sospensione ‘catturano’, sottraendo ulteriormente ossigeno all’ aria, ogni aerosol disciolto nella miscela cosiddetta ‘aria’, ove molecole di O2 risultano presenti solo allo 0,000001%mille.

Napoli non per caso è nel mondo intero la città con la più alta percentuale di allergie e malattie respiratorie, perché proprio l’ Ossigeno vi è del tutto inesistente. E’ ovvio che la entità autògena colà proliferata sia del tutto estranea alla species vigente altrove, Homo Sapiens appunto; e per questo, non per ‘inciviltà’ --gridereste  mai ‘incivile’ a un orango che vi pisciasse addosso da un baobab, o dal suo ramo vi gettasse mondezza sulla testa ?--  i suoi comportamenti si manifestano analoghi a bonobi, macachi e babbuini. Sempre in branco, gregge o mandria che sia, e tutti in collettivo, meglio se inscatolati nella lamiera del sabato sera (carne in scatola Simmenthal), già di per sé ‘materiale genetico’ perfetto onde sperimentarvi addosso l’ Ameri.com/unismo più Totalitario di ogni tempo, fondato sulla omogeneizzazione e pastorizzazione completa delle masse, trasformati in bestiame scimmiesco ed addomesticato.  Perdipiù ‘armati’ di tutto punto da stereo a 100 watt, automobili, moto, motoscafi, pistole….si capisce subito che ‘la città sia invivibile più di ogni altra al mondo’, ultima in tutte le classifiche di merito !!!! Che almeno a Manhaus, o nel Delta nel Mekong, nello stretto di Sumatra, dal clima che somiglia, le scimmie sono armate soltanto di banane e noccioline da zoo…. A Napoli l’ esperimento comunista è invece l’ unico al mondo perfettamente riuscito, vedi il Bokassolismo CentrAfricano che vige da vent’ anni, nel comune godimento dell’ inclita e del colto. Per la buona ragione che le famiglie di Homines Sapientes colà vi defunsero tutte.

E questa non è più meteorologia, ma Storia: che sfiorò questi luoghi in anni ormai lontani.

Avveniva così. Le dinastie ambivano  a quel trono così prestigioso per essere appannaggio di un’ altra precedente, beninteso tutte straniere. Così una sfrattava l’ altra dopo aspra battaglia. Ma Napoli si prendeva immediatamente la sua rivincita sull’ ‘usurpatore’ di turno. Perché infatti la percentuale di ossigeno nell’ aria è talmente aldisotto del ‘minimo vitale’ previsto per l’ uomo, che colà il cervello complesso ‘multistrato’ NON E’ ASSOLUTAMENTE IN GRADO DI FUNZIONARE, dato il gran consumo della pregiata molecola di cui esso abbisogna. I nativi infatti sopravvivono di possedere un cerebro estremanente  semplificato: due, tre ‘meandri’ al massimo, corrispondenti ai bisogni più comuni-essenziali. Magnare, cacare, dormire, e più non dimandare. Le attività non solo della totalità della popolazione, ma soprattutto della sua borghesia più ‘cultivée’.

Chi per complicarsi la vita volesse pure ‘sentire’ (in senso di ‘sentimento’), ‘capire’, ‘pensare’, non si dice di ‘fare’, vi defunge inesorabilmente, proprio come avveniva agli individui superiori delle dette Genìe più aristocratiche.

Così morivano del ‘mal di vivere’ i loro figli più adatti al Governo dello Stato, all’ Arte, alla Filosofia o alle Scienze: sopravvivevano solo i più scimpanzè, nel loro elemento. Svevi, Angiovini, Durazzo, Aragonesi, Absburgo, Borboni colà tutti defunsero, con l’ Ecce Homo, una volta per tutte.

E dal didentro di quei visceri ciechi  ----che mirabilmente dipinge nell’ aure fosche di piscio, sudori corporali e liquami umorali tutti vaporizzati nella broda-aerosol che vi respirò l’ eterno pennello del Caravaggio ( non per caso vi lasciò la sua Scuola più feconda); e dai cieli giallastri, solidi come argilla che vi incombono, immoti d’ ogni soffio, quale lastra tombale, del Didier Barra)---- niente giammai si produce di ‘nuovo’, ma tutto sempre si riproduce eternamente identico-asfissiante, nella stessa ‘marcita’ lutulenta.

Non è per caso che un parassita-nato, prima ancor che NATO, come Don Benedetto-Maledetto Croce di Napoli, vi elesse dimora-latifondo: debole di polmoni, che non vi sopportavano l’ ossigeno ardente della nativa Pescasseroli, in quello strame trovò il suo humus più fertile e fecondo, in compagnia di larve, lombrichi, zanzare e mignatte assortite di ugual fatta, oggi tutti al ‘Potere’ condotti dagli inglesi che di una sola cosa hanno bisogno per il loro Governo del Mondo: cancellare l’ Uomo, per liberare solo la scimmia che è in Lui. O anche fuori.

Un assioma notissimo in Spagna dice che ‘per capire la Castiglia, devi vedere prima l’ Escorial’; quanto mai vero, contrariamente al credo comune (spagnoli ‘allegri e alla mano’: no invece, fieri e riservati), basti pensare al Don Carlos di Friedrich Schiller, od a quello di Verdi.

Ma per capire i napoletani devi piuttosto --giammai Capodimonte o l’ Archeologico così estraneo al genus--  andare pellegrino da ‘Alcott’, come nella parabola evangelica di Pieter Brueghel: il megastore di pezze ritinte a via Toledo, sempre zeppo di code ad ogni ora del giorno, acconciate alla voga dei negri-televisivi all’ americana, della pubblicità o del cine-Hollywood. I Nouveuaux Gueux, nuovi pezzenti, agghindati alla bisogna, ceti medi declassati inclusi, ma però con l’ entusiasmo ideologico e partecipativo del neofita&catecumeno ammesso ai Sacramenti del totalitarismo ameri.com,  del resto concepito proprio a specchio di sua esatta misura. Perché,  a parte i venduti delle bbbuone famiglie a declamare versi in peana dell’ ‘Imbero’ che ‘i dà a magnà (e perciò ne decadde), è proprio la massa antròpica a più spontaneamente riconoscersi nel Modello Unico di collettivizzazione-ed-espropriazione dello Spirito umano, che è loro precluso.

Ecco ragion per cui Enzo De Luca, il Sindacus-Dictator, è visto con terrore dalla popolazione della ‘zona umida’ stagnante, di cui pure si abbevera e si nutre. Egli è temuto quale Novus Gengis, il terribile ‘Zio’, Nostro Antenato come Attila fu, della EuRoma d’ Oriente, dagli zoccoli tempestosi dei cavalli, atti a suscitare aria pura ventosa nella contrade. Quella gassosa che, ricca di nuovo ossigeno, brucia le branchie che suggono il fango, elemento vitale per i sopravviventi nel padule nativo. Decisamente per loro, meglio il Calderone pot-pourri dei neo-saragattiani PDLocale, continuisti perfetti  a custodire immoto il liquame putrido del Bokassolismo falce, martello e strisce rossoblu, con poche stelle da rivedere, macchè cinquanta, dato che i bassi-strati permanenti ne impediscono vista ai cieli siderali.

GIANNI CAROLI